PIAZZA
GERHARD ROHLFS
(Glottologo
1892-1986)
"A VOI
FIERI CALABRESI
CHE ACCOGLIESTE OSPITALI ME STRANIERO
NELLE RICERCHE E INDAGINI
INFATICABILMENTE COOPERANDO
ALLA RACCOLTA DI QUESTI MATERIALI
DEDICO QUESTO LIBRO
CHE CHIUDE NELLE PAGINE
IL TESORO DI VITA
DEL VOSTRO NOBILE LINGUAGGIO"
"…QUESTO LIBRO…" è il "Nuovo
Dizionario Dialettale della Calabria". L’Autore del libro, e quindi
della dedica, è GERHARD ROHLFS, glottologo tedesco, docente di filologia
romanza nelle Università di Tubinga, di Berlino e di Monaco, in Germania.
Di Rohlfs ho sentito parlare quand’ero ancora
un ragazzo. Sentivo dire di un tedesco che veniva spesso in Calabria, e
visitava un po’ tutti i paesi. Nei campi, nelle bettole, negli angoli delle
strade o nelle piazze s’incontrava con il parroco, con il farmacista, con
qualche maestro, con qualche contadino, per prendere appunti sul nostro
linguaggio, sui linguaggi di ogni zona della Calabria. È giunta poi l’ora che
anch’io m’interessassi, dal mondo della scuola, di dialetto calabrese, ma ad un
livello così artigianale e così poco scientifico da non avvertire il bisogno di
far ricorso ai lumi del glottologo d’Oltralpe. Soltanto all’inizio degli anni
Ottanta (dello scorso secolo) ho sentito il bisogno di un approccio
sistematico, se non proprio scientifico, al complesso nostro linguaggio. Ho
penato per trovare il Dizionario del linguista tedesco, di cui ero a
conoscenza, e l’ho trovato finalmente in provincia di Reggio Calabria. Era
l’anno 1983. Da allora questo nostro Dizionario è il libro che io consulto ed
uso di più, anche perché all’inizio degli anni Novanta è nata "La
Radice" che mi obbliga, specialmente il periodico, a farne continuo e
indispensabile uso. Dal non più vicino 1983, sono decine gli amici, tra cui
qualche tedesco, che, vedendolo sulla mia scrivania, lo hanno acquistato, il
Dizionario di Rohlfs. Ed io personalmente, per il fatto di passare
continuamente parola, mi sento in qualche modo di appartenere a quei "fieri
calabresi" che lo accolsero straniero nei suoi numerosi viaggi, dal 1921
al 1983, anche se, per motivi vari, non m’è mai stato dato d’incontrarlo.
Più volte, in questi ultimi anni
specialmente, ho avvertito il desiderio di conoscere meglio la vita di questo
scienziato e di sapere dei suoi incontri con la gente, ma qui da noi sembrava
se ne fosse persa la memoria. Una non sicura traccia l’ho trovata per caso nei
resti del nostro archivio comunale. Lo scorso anno, intento a cercare notizie
sul passaggio da Badolato del Principe di Piemonte Umberto di Savoia nel 1932,
mi sono imbattuto casualmente nella delibera comunale N° 389 dal titolo
"Fondo impreviste. Spesa per trasporto di tubi per il Parco della
Rimembranza e per alloggio a due Tedeschi di passaggio per questo Comune -
Pubb.to il 3 Aprile 1932 - X". E poi il testo, che qui si trascrive:
Il Podestà
…………………………………………………....……………………………………………
Delibera prelevarsi dall’art. 45 -fondo per
le spese impreviste del bilancio 1932- £ 12:00 in favore dell’albergatrice
Lentini Teresa per alloggio somministrato il 14 Marzo ultimo a due Tedeschi di
passaggio per questo Comune.
Letto, approvato e sottoscritto.
Il Podestà Il Segretario Comunale
G. Scuteri G. Crisafi
I due Tedeschi non potevano essere ministri o
generali di Hitler: cosa poteva portarli a Badolato? l’unico tedesco, forse,
che in quegli anni andava su e giù per la Calabria, era il ricercatore Rohlfs,
accompagnato spesso da un segretario, e munito, tra l’altro, di validissime
credenziali, per cui è opinabile che l’Amministrazione Comunale di Badolato
abbia deciso di pagare almeno la spesa dell’albergo. E difatti, come poi ho
letto in un’opera di cui si dirà più avanti, lo studioso tedesco in quei giorni
si trovava da queste parti, giacché venerdì 18 marzo (quattro giorni dopo,
quindi) ha tenuto una conferenza a Reggio Calabria; venerdì 1° aprile è stato
poi a Cosenza, dove non ha potuto tenere, per motivi politici, una programmata
conferenza sulla grecità di Calabria.
Alcuni mesi fa, mentre ero alla ricerca di
qualche anziana persona che mi potesse dire qualcosa sul passaggio di Rohlfs da
Badolato, m’è stato regalato, dall’autore avvocato catanzarese Giovanni
Balletta, l’interessante libro "LA CALABRIA NEL SUO PERIODO ECCELSO".
A pagina 11, dopo aver riportato integralmente la dedica con cui si apre
quest’articolo, così scrive il Balletta:
"Da parte mia auspico che i miei
conterranei, finalmente riconoscenti verso quest’uomo straordinario, più
calabrese di tanti calabresi, abbiano il piacere e sentano il dovere di dare il
suo nome ad una delle nostre Università." Io personalmente non dispongo di
università, né ho potestà alcuna, nel pubblico o nel privato, che mi dia la
possibilità di intestare qualcosa a qualcuno, ma, quale "conterraneo",
a quella lettura mi sono sentito un po’ accusato e un po’ sfidato. Da qui la
decisione, con la preziosa collaborazione degli amici Francesca Viscone e
Franco Vallone, calabresi amanti della cultura , di preparare un numero
speciale de "La Radice" sul glottologo tedesco . E quindi l’immediata
esigenza di cercare sul terreno, e sui libri, primo tra tutti "La
letteratura calabrese", di Antonio Piromalli, dove si legge che Salvatore
Gemelli, di Anoia Superiore, ha scritto "GERHARD ROHLFS - Una vita per
l’Italia dei dialetti" (Gangemi Editore - 1990). Oggi che questo libro è
sulla mia scrivania, già in buona parte sottolineato, sento di dover esprimere
tutta la mia riconoscenza al medico professore Gemelli, scomparso
prematuramente all’età di 49 anni nel 1988, per averci regalato, tra le altre
sue opere, questa biografia, che è una ricchissima e preziosissima fonte per
chiunque voglia conoscere l’eminente glottologo tedesco; un’opera che si legge
come un romanzo, anche perché è un grande atto di amore, quasi filiale, nei
confronti di un colto vegliardo che ha frequentato quasi assiduamente la sua
casa, a Locri, dal 1972 al 1983. Un libro ch’è anche un grande dono alla gente
di Calabria, e che vale molto di più dell’intitolazione di una Università. Da queste
colonne vada il mio sentito ringraziamento all’architetto Michele Condò,
presidente dell’Associazione culturale "Sirio", per avermi aiutato
nella ricerca di questo prezioso libro. E un particolare riconoscente
ringraziamento alla Signora Rita Placanica vedova Gemelli, per la generosità e
la prontezza con cui è venuta da Locri a Badolato per portarmi l’opera
richiesta, e altre firmate dal defunto marito. È un’opera, quella regalataci,
che non è possibile riassumere, tanto è ricca di particolari e impregnata di
sentimenti, invisibili ma palpabili. È un’opera, se posso permettermi di
esprimere giudizi, unica ed esaustiva, dalla quale sono tratti tutti i corsivi
di questa mia modesta fatica, e i dati specifici che si riportano. Un’opera la
cui lettura mi ha convinto dell’inutilità e della limitatezza di un eventuale
nostro speciale, che, quindi, non faremo.
Accettando la "sfida" di Balletta,
cosa abbiamo fatto, invece? Abbiamo chiesto al Sindaco di Badolato di intestare
a Rohlfs una piazza: non è molto, lo sappiamo, ma non disponiamo di meglio, a
Badolato. E il Sindaco ha convocato la Giunta che, con deliberazione n° 114 del
25 luglio 2001, avente per oggetto "TOPONOMASTICA: INTESTAZIONE LUNGOMARE
E PIAZZA SCUOLA ELEMENTARE", così si è espressa:
LA GIUNTA MUNICIPALE
Premesso che nell’ultimo anno sono stati
ultimati i lavori del lungomare e dell’area antistante circostante la Scuola
Elementare in località Cardarello; Che si rende necessario denominare detti
luoghi; Vista la nota, Prot. Comunale n. 4026 del 05.06.2001, con la quale il
Presidente dell’Associazione culturale "La Radice" ha proposto, a
seguito di formale richiesta da parte del Sindaco, di intestare qualche luogo a
GERHARD ROHLFS, grande glottologo tedesco, che ha studiato negli anni Trenta i
linguaggi, la civiltà e l’anima della nostra Calabria: ne sono ampia prova le
sue numerose pubblicazioni;
…………………………………………………………………………………………………
DELIBERA
L’atto ufficiale d’intestazione, se ci ha
fatto piacere perché ha soddisfatto la nostra richiesta, ed è quindi motivo
liberatorio per traguardo raggiunto, ha però aumentato la nostra responsabilità
di promotori di una decisione "ufficiale" non facilmente
comprensibile dalla stragrande maggioranza della nostra Comunità. Da ciò
l’esigenza di un notevole supplemento di studio e di ricerca.
Ricercando tra la gente abbiamo appurato che
il linguista tedesco intorno al 1960 è stato a Badolato Marina, nella casa del
professore Nicola Caporale, dove s’è interessato anche di botanica, giacché ne
era un cultore per motivi che andavano oltre la linguistica, pur legandosi ad
essa. Nello stesso periodo (probabilmente nello stesso viaggio) è stato a S.
Andrea Ionio, a casa di certo Frustaci. Nel 1976 è a S. Caterina Superiore:
nell’edificio della scuola elementare è stato avviato all’aula del professore
Antonio Gesualdo, per farsi dire i nomi dialettali di alcune erbe che teneva in
mano. Siamo convinti, in ogni caso, che parecchie decine di persone di Badolato
e dintorni, anche tra i nostri lettori, hanno avuto modo di incontrare questo
straniero, dai capelli bianchi fin dalla giovane età, che viaggiava per
l’Italia in treno più asino sino al 1954, e poi in automobile.
Continuando la lettura dell’opera di
Salvatore Gemelli scopriamo fino in fondo quale fosse il suo attaccamento
all’Italia: Rohlfs salutò l’ultimo giorno del suo insegnamento universitario
come quello della raggiunta Indipendenza e della riconquistata Libertà, termini
che, al suo uditorio tedesco, amò pronunziare in lingua italiana, spinto da una
viscerale sintonia affettiva e dal suo collocamento spirituale-spaziale in
Italia.
Nell’arco di 69 anni (dal 1914 al 1983) si
trovò in Spagna, in Portogallo, in Grecia, in Albania, in Svezia, in
Inghilterra, in Francia, in Svizzera, in Jugoslavia, a Malta, in Romania, nel
Principato di Monaco, per studi e/o per tenere conferenze. Ma soprattutto venne
in Italia, dove mise piede per la prima volta (nelle Puglie) nel 1914, da
studente, durante le vacanze pasquali.
Giuliano Bonfante, prefazionando il volume di
F. Mosino Note e ricerche linguistiche, Historica, Reggio C., 1977, così
scrive: Idea nobile quant’altre mai ha avuto il nostro carissimo amico
Francesco Mosino di dedicare a Gerhard Rohlfs una raccolta dei suoi
articoli…Certo nessuno meritava tale onore più del nostro Rohlfs…di cui
possiamo dire che ipsis Italis Italior, per lo meno di molti. Ha dedicato al
nostro Paese, alla sua lingua, ai suoi dialetti, alla sua cultura, il più e il
meglio dei lunghi anni di una vita…Dire che è un amico dell’Italia è dire
poco…Egli merita l’imperitura gratitudine di ogni vero Italiano.
L’Italia Meridionale egli l’amò tanto che
morendo ha chiesto ai suoi amici di non inviare fiori sulla sua tomba, ma
sussidi economici per alcuni bambini dell’Italia meridionale.
In Calabria viaggiò otto volte: la prima nel
1921 e l’ultima nel 1983, sostando in 365 paesi. Tenne conferenze a Cosenza,
Paola, Castrovillari, Mormanno, Catanzaro, Pizzo, Cassano, Nicastro, Vibo,
Tropea, Palmi, Reggio, Soverato, Bova, Siderno, Gerace, Crotone, Candidoni,
Locri, Rossano, S. Demetrio Corone. Ebbe la cittadinanza onoraria di Bova,
Candidoni, Polistena, Tropea. Ricevette la laurea ad honorem dall’Università di
Cosenza (ma anche di Atene, Palermo, Torino e Lecce), e fu nominato membo di
ben dieci prestigiose Accademie, tra cui quella della Crusca (Firenze), dei Lincei
(Roma) e di Cosenza.
"L’archeologo delle parole", come
lo definisce lo storico professore Francesco Mosino che, parlando con noi di
recente al telefono si pregiava di considerarsi discepolo di Rohlfs, ha
lasciato ai posteri 729 sue opere (compresi numerosi articoli), di cui ben 15
riguardano esclusivamente la Calabria: tra le più note il Dizionario
Dialettale, il Dizionario dei Cognomi e Soprannomi, il Dizionario dei toponimi.
Una curiosità: ha scritto anche, nel 1964, Il giuoco degli astragali, Firenze,
13 pp, 14 tavole. Si tratta del gioco "do cìciaru", risalente, come
sappiamo, ad epoca magno-greca. Sarebbe bello pescare questo libricino! Un
desiderio ch’è anche un appello ai lettori de "La Radice" che
leggeranno queste pagine, e che, per il fatto d’essere domiciliati a Roma.,
Bologna, Firenze, Berlino, potrebbero cercare per noi.
Siamo consapevoli che leggendo e cercando
abbiamo trovato molto di più di quanto speravamo all’inizio e di quanto sarebbe
bastato per motivare, anche a posteriori, non solo la richiesta formale
all’Amministratore comunale di Badolato, ma anche la sua sollecita
deliberazione. Siamo altresì convinti che quanto qui riportato è sufficiente a
rendere edotto ogni nostro lettore.
Rimane…da realizzare una cerimonia ufficiale,
durante la quale scoprire la targa di denominazione della piazza al glottologo
tedesco. Una cerimonia degna dell’importante messaggio di cultura e di civiltà
di cui l’atto è espressione. Una cerimonia almeno a carattere regionale, con la
presenza dei Rettori delle Università della Calabria, dei Presidenti della
Regione e della Provincia di Catanzaro, di Amministratori, di uomini di
cultura, di tanta nostra gente. Una cerimonia con la partecipazione del
professore Franco Mosino, della Signora Rita Placanica Gemelli e dei figli di
Rohlfs, Signora Ellen e Signor Eckart , che noi abbiamo contattato in Germania
con la preziosa collaborazione della Signorina Francesca Viscone, professoressa
di lingua tedesca. Una cerimonia che abbiamo proposto al Sindaco di Badolato, e
ch’è stata approvata e decisa senza tentennamenti, fissata per il 6 ottobre
u.s. Cerimonia per la quale "La Radice" aveva già dato la propria
collaborazione stendendo un organigramma iniziale. Una cerimonia che poi non
c’è stata, per difficoltà finanziarie, ma ch’è stata differita
dall’Amministratore al periodo natalizio. Del corrente anno 2001.
Vincenzo Squillacioti
(Si ringraziano per la
collaborazione: la maestra Mimì Caporale, l’avvocato Pepè Caporale, il professore
Antonio Gesualdo, la dottoressa Rita Placanica Gemelli, il sacerdote don Ciccio
Samà, il sacerdote don Andrea Spagnolo, il professore Franco Vallone, la
professoressa Francesca Viscone.)
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