GALATONE NELLA GRECģA SALENTINA, UNA COMUNITA' ITALIANA CON UNA STORIA EUROPEA

 

 

La splendida cornice della cittą di S. Marco ha ospitato, dal 13 al 15 novembre 1998, le solenni celebrazioni per il V Centenario dalla fondazione della Comunitą dei Greci Ortodossi in Venezia (ORQODOXH ELLHNIKH KOINOTHTA BENETIAS). L'origine dell'insediamento della Comunitą greca in Laguna risale ai tempi in cui Venezia era una provincia bizantina (esattamente come successe nel Salento) ed ivi affluģ gran parte del patrimonio culturale bizantino, dopo la presa di Bisanzio da parte dei Turchi nel 1453. Numerose sono state le personalitą di rilievo che sono intervenute alle celebrazioni, tra queste erano presenti: il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, il Presidente della Repubblica Greca Kostantinos Stefanopoulos, i Ministri ellenici della Cultura e degli Affari Esteri, mentre, a fare gli onori di casa, erano il Presidente della Comunitą di Venezia N. Barkas, il Presidente della Federazione delle Comunitą Elleniche G. Mattheudakis, il Sindaco di Venezia M. Cacciari ed il Presidente della Regione Veneto F. Galan. Nella tre giorni di Venezia, le principali attivitą sono state la presentazione di una emissione filatelica delle Poste elleniche dedicata alla storica Comunitą, l'inaugurazione di una mostra di antichi volumi bizantini presso la Biblioteca Marciana, la celebrazione ufficiale dell'Anniversario presso la Scuola di S. Giovanni Evangelista, il ricevimento a bordo della nave Aretousa della Minoan Lines, la Messa solenne presso la Chiesa di S. Giorgio.

Pił recentemente, invece, a Iraklion (Creta) ha avuto luogo il Primo Convegno Internazionale sul tema: "Il Dialetto Griko dei Comuni Ellenofoni del Sud Italia - Vicinanza Storica, Linguistica, Culturale e Somiglianze con il Dialetto Cretese". Questo convegno č stato organizzato dal periodici cretesi STIGMES (Momenti) e EKPAIDEUTIKOI PROSANATOLISMOI (Professioni ed Insegnanti).

Nel corso del convegno i principali argomenti trattati sono stati i seguenti:

"Retrospettiva Storica dell'Ellenismo del Sud Italia"

"Esiste una relazione fra il dialetto Cretese ed il Griko?"

"Griki, gli Ellenici"

"Evoluzione Storica del Griko e l'Avvio del suo Arricchimento con Vocaboli tratti dalla Lingua Greca Parlata"

"La Produzione Letteraria degli Ellenofoni del Sud Italia e le loro Caratteristiche Culturali; Relazioni con la Tradizione Culturale Neoellenica"

"Il Lamento Funebre nel Salento"

"Presentazione dell'Attivitą Editoriale sul Dialetto Griko"

"L'Insegnamento della Lingua Grika - Storia e Prospettive"

"Programmi di Insegnamento e Storia Locale"

Oltre ai numerosi relatori ellenici, gli studiosi salentini che hanno preso parte al convegno sono stati: Salvatore Sicuro, Salvatore Tommasi, Giorgio Filieri, Gianni Schilardi.

 

Come tutti sappiamo, Galątone ha origini antichissime ed i primi insediamenti umani nel nostro territorio risalgono alla preistoria (vedi la "Grotta Cappuccini"); varie istanze sono state avanzate nel corso del tempo circa la vera e propria nascita di questa comunitą. Ma da dove proviene questo nome cosģ peculiare (che ritroviamo in forme molto simili in diversi toponimi attuali dell'Ellade)? A tal proposito, Gerhard Rohlfs, nella sua fondamentale opera Scavi Linguistici nella Magna Grecia, ipotizza, quale origine del toponimo Galątone, un'origine dovuta a coloni Galąti stabilitisi in questa zona all'epoca delle grandi migrazioni celtiche. Per avere maggiori dettagli sui Galąti e per sapere donde provenivano, un notevole contributo č dato dall'opera pubblicata in occasione della mostra "I Celti" tenutasi a Palazzo Grassi, Venezia, nel 1991:

" Il III secolo a.C. puņ essere visto come l'ultimo grande periodo di espansione celtica, le cui conseguenze si manifestarono sul vasto territorio compreso tra le Isole Britanniche e l'Anatolia centrale da un lato e, dall'altro, le pianure dell'Europa settentrionale e il Mediterraneo, nonché il litorale settentrionale del Mar Nero. (...) Nell'ultimo decennio del IV sec. a.C., la spinta celtica divenne sempre pił intensa in tutta la parte nordorientale dei Balcani. (...) E' lecito supporre un'offensiva simultanea di tre gruppi: nel 280 a.C., il territorio dei Triballi e la Tracia vennero invasi dai Celti di Kerethrios, l'Illiria e la Macedonia dai guerrieri di Bolgios e la Peonia dalle truppe di Brennos e di Akichorios. Lo sfondamento decisivo venne compiuto dall'esercito di Bolgios che all'inizio del 279 a.C. annientņ i reparti del giovane sovrano della Macedonia Tolomeo Keraunos. I GALATI, come ormai sempre pił spesso venivano chiamati i Celti, fecero prigioniero il re ferito e lo decapitarono. Il seguito non puņ non apparire sorprendente: i vincitori, sotto la guida del loro capo Bolgios, tornarono nel territorio da cui erano partiti. (...) Nel 277 a.C. ebbe termine la grande invasione celtica della Grecia, dove la presenza dei Galąti continuņ in forma di mercenariato. (...) Nel III sec. a.C. il mondo celtico era in piena fioritura, e quindi l'offensiva in direzione sud non si spiega con l'intervento di una forza esterna, bensģ con il fenomeno dell'esplosione demografica. L'idea di movimenti colonizzatori a spiegazione dell'invasione balcanica č corroborata dal fatto che la popolazione celtica in movimento comprendeva, accanto ai guerrieri, anche donne e bambini; si trattava sostanzialmente di tentativi per impadronirsi di nuovi territori, movimenti che avevano luogo come prosecuzione delle migrazioni cosiddette storiche del IV secolo a.C. (...) I fondatori dell'enigmatico regno di Tylis in Tracia facevano parte dell'esercito di Brennos ed erano sotto il comando di Komontorios. Un altro gruppo che tentņ a sua volta di integrarsi nel mondo ellenistico fu quello dei Galąti dell'Asia Minore. Si tratta del contingente, guidato da Leonnorios e da Lutarios, che in Dardania si era separato dall'Esercito di Brennos. Dopo averli assoldati, Nicomede I di Bitinia li stanziņ tra il proprio regno e quello di Antioco I di Siria, fondando la Galazia. Ebbero cosģ inizio anni difficili per l'Anatolia occidentale, periodo che si concluse con la celebre battaglia degli elefanti nel 275-274 a.C. Antioco, che ricevette il soprannome di Sotér ("salvatore") alla vittoria riportata in quell'occasione, ristabilģ l'ordine e obbligņ i Galąti a ritirarsi nella regione degli altipiani situata ai lati dell'Halys. (...) Pochissimo sappiamo della cultura materiale dei Galąti, che evidentemente subģ una progressiva ellenizzazione da parte di una civiltą tanto pił evoluta. (...) Come si č gią accennato, gli eventi successivi al fallimento dell'invasione della Macedonia e della Grecia sono poco noti. Le fonti (Diodoro, Plutarco, Tito Livio) parlano di movimenti e della ritirata di diversi gruppi celtici (o Galąti), della loro decomposizione e dispersione. (...)

Per descrivere la societą celtica all'epoca delle grandi invasioni del III sec. a.C. č indispensabile esporre anzitutto i dati forniti dalle fonti antiche, soprattutto quelli di Strabone relativi ai Galąti dell'Asia Minore. L'altipiano della Frigia settentrionale era occupato da tre popoli celti: i Tolistoagi, i Tectosagi e i Trocmi, nomi che indicano chiaramente che non si ha a che fare con tribł indipendenti, bensģ con gruppi umani distaccatisi nel corso delle migrazioni celtiche. Queste unitą etniche formavano in Anatolia una federazione pił tardi denominata Koinņn Galąton (Koinon Galatwn), vale a dire Comunitą dei Galąti. Secondo Strabone, ciascuno di questi popoli era quadripartito e formava pertanto una tetrarchia. Avevano alla loro testa un giudice ed un capo militare, fiancheggiato da due aggiunti. La federazione gąlata era governata dal consiglio dei dodici tetrarchi e da un'assemblea di trecento persone. I delegati si riunivano nel santuario comune (Drynémeton) dei Galąti. L'assemblea aveva un potere essenzialmente giudiziario. " (Da: AA.VV., I Celti, Bompiani, Milano 1991; pag. 303 e segg.).

 

Passando, ora, alla consueta divulgazione di elementi di glottologia locale, come nei precedenti numeri de Il Giornale di Galatone, si elencano alcuni termini relativi alla identitą linguistica galatea.

CORRISPONDENZE CON IL NEOGRECO:

ąscicu (pavimentazione domestica) ostrakon (coccio; in latino astracum)

carąssa (fessura) caraxai (fessura)

cartiddhate (dolci natalizi al miele) kartalloV (specie di dolci)

cłfiu, -a (vuoto, floscio) koujioV (vuoto)

scarassare (socchiudere) carassw (fendere)

trappitu (frantoio) trapew (pigiare)

una (uno) ena (uno)

zzaccare (afferrare) tsakwnw (afferrare)

 

curpare (aver colpa di qc.) = jtaiw (aver colpa; N.B. trattasi di corrispondenza semantica, ovvero di calco linguistico, poiché sia curpare sia jtaiw sono intransitivi e costituiti da una sola parola, mentre l'italiano usa una circonlocuzione; altro caso, quindi, cfr. "Il Giornale di Galatone" n. 19 di Ott.-Nov. 1998, di espressione greca tradotta alla lettera nel dialetto neolatino da parlanti greco, al momento del passaggio di Galatone dall'una all'altra lingua, dopo l'arrivo dei Normanni).

a mmienzu + articolo determ. (in mezzo a) = mesa ston, mesa sthn (in mezzo a, usato col significato di: nel, nella; si veda l'espressione: "a mmienzu la strada" = mesa sto dromo).

 

VOCI DI ORIGINE SPAGNOLA:

a ddhai < allį (Latino: eccum + hac)

a ddhanda < allende (Lat.: ad illinc + de)

a quai < acį (Lat.: ad illac)

a quanda < aquende (Lat.: eccum + inde)

mmaniciare < manejar

struppiare < estropear (storpiare)

 

VOCI DI ORIGINE FRANCESE:

fiata < fois (volta; ant. franc. fiée, dal lat. vices)

masunare < maison (casa)

muddhare < mouiller (bagnare)

tumbare < tomber (cadere)

 

VOCI DI ORIGINE GERMANICA:

sprinchiulare < sprenkeln (tedesco: sprizzare; inglese: sprinkle; svedese: sprenkler)

 

VOCI DI ORIGINE PREROMANICA:

scracia < *scaragia o *scraja (rovo; termine ricostruito)

 

VOCI DI ORIGINE LATINA:

stutare < exturare (lat.: spegnere; ant. toscano: stutare; veneziano moderno: stuare)

 

 

Recentemente, si č costituito il "Coordinamento Associazioni Grecģa Salentina" (che accoglie di continuo nuove adesioni), con sede a Sternatia ed il cui scopo č quello di compattare le varie realtą di Terra d'Otranto e, uniti, adoperarsi concretamente per la fioritura culturale ed economica del territorio Salentino, a lungo rimasto emarginato dalle dinamiche di sviluppo a livello nazionale e comunitario. Il suo sito INTERNET č il seguente: http://www.geocities.com/enosi_griko (dove, fra l'altro, sono presenti anche numerosi link sull'argomento e con Associazioni affini), mentre l'indirizzo di posta elettronica č: enosi_griko@geocities.com - naturalmente tutti coloro che sono interessati all'argomento o che vogliono saperne di pił sono invitati a visitare il sito e ad inviare le proprie E-Mail.

 

 

G. Kyrhs