L'ARCIVESCOVO METROPOLITA DI VENEZIA S.E. GHENNADIOS NELLA GRECÌA SALENTINA

Un cuore greco batte ancora nell'animo degli abitanti di Sternatia. Questa è l'unica spiegazione per comprendere l'allegria festante, il calore e l'emozione con cui la cittadinanza tutta, il 17 gennaio 2000, ha accolto il Metropolita Ortodosso d'Italia S.E. Ghennadios. L'Arcivescovo, domenica 16, ha ufficialmente inaugurato la Parrocchia di S.Nicola dei Greci Ortodossi a Lecce (ex Chiesa del Gesù Bambino), che la benevolenza del Vescovo di Lecce, Monsignor Ruppi, ha concesso per gli uffici liturgici alla comunità di Greci che risiede a Lecce e provincia. Gli ori delle icone, così, tornano a risplendere, risuonano inni e canti, inebriano gli incensi. Una tradizione antichissima rinasce, un culto che pur era presente nel Salento sino al XVII secolo. Fratellanza, pace ed unità sono stati i messaggi lanciati sia dal Metropolita che dal nostro Vescovo. li loro abbraccio è stato più eloquente di ogni discorso, tra gli sguardi penetranti dei santi delle icone e gli occhi umidi dei fedeli e di chi semplicemente era passato a curiosare. S.E. Ghennadios (al secolo Tsampìcos Zervòs) è stato eletto Arcivescovo Metropolita d'Italia ed Esarca dell'Europa Meridionale il 27 ottobre 1996, nella Cattedrale di S. Giorgio dei Greci a Venezia, la più antica chiesa storica dell'Ortodossia nella Diaspora, nonché capolavoro artistico, culturale e spirituale. Si è da sempre prodigato per il trionfo di pace, giustizia, libertà e amore fraterno. Exemplum per la Chiesa tutta di rispetto, fratellanza cristiana, riconciliazione ed unità. Nel 1970 è stato eletto Vescovo di Cratea, con sede a Napoli. Evento memorabile, visto che da secoli non era consentito ad un vescovo ortodosso di risiedere nel territorio italiano. Durante il lungo periodo del suo servizio pastorale in Italia, per il suo notevole impegno spirituale e sociale, è stato insignito (prima volta per un prelato ortodosso) della medaglia di Commendatore della Repubblica Italiana.

Accompagnato dal Protosìnghelos S.E. Polìkarpos e da Padre Nilo, delegato arcivescovile per l'Italia meridionale, tra domenica 16 e martedì 18 gennaio, ha visitato la Grecìa Salentina ed il Salento. Lunedì 17, dunque, è stata la volta di Sternatia. I primi a dargli il benvenuto sono stati i più piccoli, gli alunni di scuola materna ed elementare. Sorrideva sotto la folta barba ]'Arcivescovo, quando i bimbi, nuvolette bianche e blu nei loro grembiulini, hanno cantato, recitato poesie, filastrocche, scenette in griko, "me oli tin kardìa" (me olh thn kardia / con tutto il cuore). Commosso nel vedere tanti bambini "gioiosi e pieni di speranza", ha percorso le viuzze della cittadina, ascoltando, dalle guide in abiti tradizionali della Grecìa, un po' di storia dei paese, curioso di penetrare i segreti che pietre e lingua gelosamente custodiscono e meravigliato nello scoprire quanto di Grecia ci sia attorno a noi. "E' un capolavoro!" ha esclamato all'ingresso nella Chiesa Madre della Santissima Assunta, gioiello di fine '600. C'era ad attenderlo il parroco, don Donato Bono, il quale ha ricordato che il rito greco a Sternatia è sopravvissuto sino al 1622 e che proprio la storia ed il forte senso di comunione con la Chiesa Ortodossa dovrebbero spronarci a percorrere la via del dialogo, per sognare insieme un'unità che, in fondo, è stata sciolta solo dagli uomini. S.E. ha poi proseguito per il frantoio ipogeo e la cripta Basiliana di S.Sebastiano, seguito da un folto gruppo di Ateniesi, membri dell'O.D.E.G. (Associazione per l'internazionalizzazione della lingua greca), che nel frattempo si era unito a lui. Per arrivare, infine, a Palazzo Granafei (fine XVII secolo), sede del Centro Studi "Chora-Ma" (CWRA MAS). Emozionatissimo, col suo autorevole portamento, ha seduto vicino ai sindaci di Sternatia (M. Manera) e di Zollino (W. Castellano), a Donato Indino, presidente dei Centro Studi, ed al prof. De Luca, docente di Archivistica della Facoltà di Beni Culturali all'Università di Lecce. "Questa visita rinsalda i nostri legami con la Grecia e la cultura greca" ha ricordato Manera. Il sindaco di Zollino ha rivolto parole di elogio ai partners greci, perché tanto si prodigano per mantenere viva una lingua ed una tradizione culturale che ci appartiene e che ci permette di essere quello che siamo. "La presenza di S.E. - ha fatto eco Donato Indino – è utile per conoscerci meglio, per sensibilizzare vecchie e soprattutto nuove generazioni alla scoperta delle loro origini e, dunque, collaborare per salvare un patrimonio dal valore inestimabile, di cui siamo custodi e tenaci difensori".

L'ultima parola è spettata a S.E. che ha ringraziato tutti per le preziose parole, "per la fedeltà alla Grecìa Salentina, cioè alla tradizione, ai costumi, ai valori e a tutto ciò che appartiene alla cultura greca" e si è detto pronto a fare tutto il possibile per custodire e mantenere vive le nostre radici e soprattutto accrescere ed alimentare i rapporti tra Salento e Grecia. La serata si è conclusa come tanti episodi dei poemi omerici, con uno scambio di doni e con balli e canti dei gruppo "Astéria". Mentre tricolore italiano e bianco-azzurro della bandiera ellenica campeggiavano imperiosi.

 

L.M.C.