SUNEDRIO TOU HRAKLEIOU

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COMUNICATO STAMPA

CONVEGNO DI IRAKLION

 

 

Nel corso di una conferenza stampa svoltasi all'inizio di maggio 1999, sono stati presentati il programma ed i relatori del Convegno

"IL DIALETTO GRIKO DEI COMUNI ELLENOFONI DEL SUD ITALIA: VICINANZA STORICA, LINGUISTICA, CULTURALE E SOMIGLIANZE CON IL DIALETTO CRETESE"  

Il convegno ha avuto luogo ad Iraklion, presso l'albergo Atlantis il 6 ed il 7 maggio 1999 e si è rivolto, come argomento principale, a tutti gli studenti di primo grado e secondo grado di Istruzione e vi hanno partecipato vari scienziati provenienti dai paesi ellenofoni del Sud Italia e dalla Grecia. 

Co-organizzatori sono l'Associazione degli Insegnanti di Iraklion "N. Kazantzakis", il periodico cretese "STIGMES" (Momenti) ed il periodico "EKPAIDEUTIKOI PROSANATOLISMOI" (Professioni ed Insegnanti).

 All'estremità della Penisola italiana, nella Puglia Orientale e nella Calabria Occidentale, esistono diciotto paesi, con sorgenti greche nella mente e nell'anima, nella tradizione e nella lingua: il "Griko".

 Un percorso altruista nel nostro periodo storico conduce là donde i Griki provennero, divisero la terra straniera, la fecero propria, crebbero, emisero rami, ed ora perdono le foglie. Là dove mito, leggenda e tradizione parlano la lingua Greco-Salentina, esiste per sottolineare la sempre viva memoria della venuta di Re Idomeneo e dei suoi compagni. 

Riteniamo che l'ipotesi della conservazione del "Griko" ed il problema scientifico della determinazione cronologica dei suoi inizi, così come anche le similitudini che sussistono con il dialetto cretese sono l'ipotesi di tutti coloro che servono con l'uno e con l'altro genere di istruzione, la tradizione e la civiltà e l'estensione, la promozione turistica del territorio.

 Fortunatamente, esistono connazionali greci e loro colleghi italiani che si dedicano alla diffusione ed al recupero dell'antica lingua greca. Insospettati fino a poco tempo fa, rinforzano in ogni modo ogni simile tentativo e conducono anche noi in comunicazione con i desideri ed i bisogni di coloro che ci sono così lontani e di coloro che ci sono così vicini.

  

PROGRAMMA

 GIOVEDÌ 6 MAGGIO

10:00 inizio del convegno

 COMITATO:

 Manolis Beladakis – Associazione N. Kazantzakis

Nikos Karellis – Periodico Cretese "STIGMES"

Christos Kostantudakis – Periodico "EKPAIDEUTIKOI PROSANATOLISMOI"

 

10:30 sessione mattutina

 

COMITATO:

 Manolis Beladakis

Stavros Mountoufaris

Kalliòpi Chrisoù

Georgios Kornaràkis

Lida Zampetaki

 

 § Proiezione del documentario televisivo "Retrospettiva Storica dell'Ellenismo del Sud Italia" Kostas Papageorgìou, giornalista

 § "Esiste una relazione fra il dialetto Cretese ed il Griko?" Nicholaos G. Kontosopoulos – Accademia Filologica di Atene

 § "Gkrikoi, oci EllhneV" Salvatore Sicuro, professore - filologo - autore

 § "Evoluzione Storica del Griko e l'avvio del suo Arricchimento con Vocaboli tratti dalla lingua Greca parlata" Antonis Kazanzoglou, professore in Legge - Glottologia

 

 18:00 sessione pomeridiana

 COMITATO:

 Nikos Karellis

Georgios Mavritsakis

Andreas Papadakis

Anastasia Karabolia

 

§ "Due Recenti Lavori sulla Grecìa Salentina" Salvatore Tommasi, professore di filosofia presso il Liceo di Maglie.

 § "La Produzione Letteraria degli Ellenofoni del Sud Italia e le loro Caratteristiche Culturali. Relazioni con la Tradizione Culturale Neoellenica" Eratostene Kapsomenos, professore di Filologia neoellenica e teoria della letteratura presso l'Università di Ioannina.

 § "Il Lamento Funebre nel Salento" Giorgio V. Filieri, studente presso l'Università di Lecce.

 § "Presentazione dell'Attività Editoriale sul Griko" Gianni Schilardi, filologo - editore.

 

 VENERDÌ 7 MAGGIO

 18:00 sessione pomeridiana

 COMITATO:

 Christos Kostantoudakis

Georgios Perikleidakis

Spiros Apostolakis

Stavroula Fossou

Antonis Stibaktakis

  

§ "L'Insegnamento della Lingua Grika – Storia e Prospettive" Christos Bennis, avvocato - presidente della Lega degli Amici degli Ellenofoni all'Estero.

 § "Seconda Colonizzazione Ellenica – le Culture e l'Istruzione, Estensione del Concetto di Viaggio. L'Esperienza nella Grecìa Salentina" Anastasia Friganaki, filologo classico al Liceo Musicale di Rethymno.

 § "Programmi di Insegnamento e Storia Locale" Irene Gavrilaki, archeologa pedagoga.

 § "Il Viaggio fino alla Correzione Produttiva, Esperienza Sentimentale e Introduzione – Rappresentazioni Antropologiche nel Sud Italia" Giorgio Sfakianakis, Istituto di Psicologia e Filosofia, direttore universitario OKANA Rethymno.

 § "Lo Scudo di Achille", proiezione del film.

  

*****  

 

CONCLUSIONI DEL PRIMO CONVEGNO INTERNAZIONALE SUL TEMA 

"IL DIALETTO GRIKO, APPROCCIO STORICO, LINGUISTICO, CULTURALE"

 

Il Primo Convegno Internazionale sul tema di cui sopra, svoltosi il 6 ed il 7 maggio 1999 a Iraklion, Creta, sotto l'egida dell'Associazione degli Insegnanti di Iraklion "N. Kazantzakis" e del periodico cretese "STIGMES" (Momenti), avendo tratto spunto dalle problematiche delle sessioni, le risposte e gli interventi dei relatori, è giunto alle seguenti conclusioni: 

  1. Nell'area del Sud Italia presa in esame (SalentoCalabria), per circa 3.000 anni si sono parlati due dialetti di lingua greca, le cui radici risalgono all'VIII secolo a.C. In quel tempo, si calcola che si installarono in queste regioni così come in Sicilia, i primi coloni Greci che crearono la Magna Grecia. Si è relazionato altresì e si è sostenuta l'idea di far derivare la probabile origine degli Ellenofoni del Salento da abitanti della Creta Minoica (Salvatore Sicuro), i quali dovettero stabilirsi in questa terra ancor prima del 1400 a.C. È stato anche ricordato il punto di vista del Morosi contrastante la precedente ipotesi, secondo la quale i Greci del Salento riconducono la loro origine ai coloni Greco-Bizantini del IX-X secolo d.C. È prevalsa, tuttavia, l'opinione per cui gli abitanti greci del Sud Italia ed il dialetto Griko provengono dai coloni greci dell'VIII secolo a.C. (G. Chatzidakis, Karanastasis). 

  2. Sono stati presentati una moltitudine di elementi storici e linguistici, i quali dimostrano i legami inseparabili del dialetto Griko con la lingua Greca dell'Ellade, e soprattutto dell'ampio territorio dell'EINTA (dialetto cretese, cipriota, delle isole dell'Egeo). In particolare, la rappresentanza della zona ellenofona della Puglia (Salento) ha sottolineato con enfasi la somiglianza fonetica, morfologica, sintattica e lessicologica del dialetto greco-salentino nei confronti di quello cretese, della stretta sostanza di questa sul piano significativo, come risulta dagli eventi storici che tramandano le più antiche narrazioni come quelle di Erodoto, Tucidide e Strabone. Questa somiglianza è favorevole alla conferma dell'ipotesi che esiste una comunanza fra gli eventi storici documentati dei Messapi e quelli dei Cretesi, con uno studio approfondito delle tesi di Erodoto si realizza la ricerca archeologica e paleografica. 

  3. L'accertamento dell'influenza che ha ricevuto il dialetto Griko dalla lingua madre greca, ma anche dall'italiano, ha indicato uno dei relatori (il Sig. Antonis Kazantzoglou) di proporre l'arricchimento della lingua Greco-Salentina con vocaboli tratti dal Greco d'uso moderno sia delle produzioni dal subalterno vocabolario ellenico sia per mezzo della sostituzione dei vocaboli di origine italiana con i corrispettivi vocaboli greci. 

  4. La contrazione del dialetto Griko soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale per causa di molti e di vari fattori (passaggio dall'economia rurale alla vita urbana) fa risuonare il campanello d'allarme per la sua sopravvivenza. Questo effetto e quello degli altri fattori è divenuto visibile negli ultimi secoli (p. es. sostituzione del rito ortodosso, ecc.). L'adozione del dialetto e particolarmente la via del declino che ha preso in questi ultimi anni segnala il pericolo immediato di trasformazione in una lingua morta. 

  5. Parallelamente, è stato sottolineato il tentativo di battersi per la diffusione e rivalutazione del dialetto Griko. Degno di nota è il tentativo editoriale della casa editrice "ARGO". Particolarmente importante è considerata la pubblicazione dello speciale Dizionario Bilingue di Mauro Cassoni, a cura del Prof. Sicuro con la collaborazione del Sig. Gianni Schilardi, che contiene 4.000 vocaboli. Ugualmente significativa è, come si è menzionato, l'offerta dell'Associazione degli Ellenofoni all'Estero (S.F.E.E.) per la stampa di manuali didattici del dialetto. Si è espresso inoltre il desiderio che la realizzazione dell'attività di ricerca e editoriale dovrebbe confrontarsi con le istituzioni e con istituti di istruzione, per quanto diventi accettabile il fatto che questa eredità culturale si debba salvare. Si pensa inoltre necessario avvalersi ulteriormente dell'azione degli insegnanti di lingua neogreca che, a cura dello Stato ellenico, prestano servizio nel Salento fin dal 1994. 

  6. Si è sottolineato ancora il ruolo ed il grande significato degli scambi culturali fra Ellenofoni ed Ellenici che negli ultimi anni sono diventati particolarmente degni di nota ed hanno creato un clima di ottimismo per lo studio del dialetto. La lingua come portatore di valori culturali ed estetici può congiungere e rinnovare le relazioni della madrepatria Grecia con la Grecìa Salentina e più in generale con la Magna Grecia. Il Sud Italia come territorio dove si concentra la riflessione dell'antico spirito ellenico, il quale da dentro la comunicazione, in viaggio, in modo influente trasforma anche le attitudini negative della vita, ridona la supervisione multilaterale della valente civiltà del mondo e dell'uomo. 

  7. Si è accennato al fatto che un contributo importante per la sopravvivenza e per la salvaguardia dei dialetti e delle tradizioni culturali dei parlanti Griko potrebbe risultare dalla conoscenza e dalla rivalutazione della letteratura popolare. Il pubblico ellenico potrebbe essere informato sulla filologia Greco-Salentina, con traduzioni intermedie paragonate con i testi antichi contenenti sia la tradizione letteraria di fonte spontanea sia la composizione classica, componente inseparabile dell'eredità culturale dell'ellenismo. Il paragone, inoltre, con la tradizione orale neoellenica e le sue caratteristiche culturali originariamente scopre una comune base culturale che sostiene tanto negli orientamenti cosmoteoretici (relazione di natura culturale) quanto anche nelle situazioni bioteoretiche ed il sistema dei valori. Queste analogie sono collegate fra loro tanto con la tradizione culturale ellenica arcaica quanto con la moderna. 

  8. Parallelamente alla lingua Greco-Salentina sono stati rimarcati molti elementi culturali comuni degli Ellenofoni del Sud Italia con i Greci della Grecia metropolitana (canti popolari, musica folk, danze, usi e costumi, ecc.). Dimostrazione viva sono stati i canti, la musica e le danze che hanno eseguito, cantato e ballato i relatori ellenofoni (Filieri, Sicuro, Schilardi). Infine, si è considerato il fatto che la voce degli Ellenofoni del Sud Italia è una voce ellenica che arriva dal passato antichissimo e risuona nel futuro, una voce in lingua minoritaria (Griko) che è riuscita a sopravvivere per molti secoli nel suo isolamento linguistico e vivacemente affronta il futuro che la rivaluta. Sostanzialmente, è "inattiva" nella vita quotidiana dei giovani, anche se ricerca dei metodi per sopravvivere.



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Please read the Greek version of the articles received from Mr NikoV KarellhV (Stigmes Magazine), concerning Iraklion's Congress in May 1999:

Ellhniko Keimeno




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